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MULTIMODE è un raccoglitore di articoli, considerazioni, foto e altro. E' uno spazio APERTO agli amici e MULTI per argomenti, lingue scritte e opinioni espresse, multimode appunto...
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giovedì 12 aprile 2012
giovedì 8 marzo 2012
HAIKU DORATI
reti dorate
incontri nella sera
è primavera
pioggia d'autunno
rotola nella notte
luci dorate
arde l'inverno
desolate ceneri
cime dorate
piume dorate
stagionali amori
sciolgono neve
riflessi d'oro
nel tramonto estivo
senza peccato
a capodanno
tre bimbi un pallone
giochi dorati
ali blu volano
dall'acqua dorata
addio estate
ombre dorate
gelido carnevale
maschere sperse
nascosto nell'oro
aspettando l'estate
l'insetto scruta
bau bau che afa
ferragosto nel sahara
mmm sogni d'oro!
Le foto sono tratte dalla selezione dei cinquanta finalisti del concorso fotografico della rivista Smithsonian e gli haiku sono di Teti.
giovedì 2 febbraio 2012
IL CHOKA* DEL DRAGO
neanche so io
cosa tastare piano
dove poggiare
la mano e la bocca
e sorridendo
sistemare le gambe.
neanche so io
se siamo addormentati
immaginando
desiderio o certezza.
neanche so io
così all'improvviso
se sia arrivato
o c'eravamo già stati.
neanche so io
che gusto ha il mattino
l'amaro del ritorno
o il dolce del sogno.
neanche so io
se immagino o tento
cercando dov'è e
trovando il piacere
di farsi entrare
o prendere distanza.
neanche so io
cosa tastare piano
dove poggiare
la mente e la mano
e carezzando
far finta sia vero.
neanche so io
se sia stato risveglio
o anestesia
dimentica del poi.
l'abbraccio caloroso
di un eterno niente.
così lo so io
che è l'altra la via
quella assente
mancante e smarcata.
così lo so io
come arriva vicino
senza fatica
come fosse un niente.
così lo so io
quel pochino che basta
senza mai troppo
senza mai troppo poco.
in un punto esatto
di una sagoma vuota.
* Choka, una sorta di poesia giapponese composta con un succedersi di 5-7, 5-7, 5-7, sillabe con finale 7-7
giovedì 29 dicembre 2011
PAROLE D’ARANCIO
L'arancione è il colore dell'inverno.
Si dovrebbero mangiare alimenti color arancione, e indossare i suoi toni rende le giornate, anche le più grigie, solari.
L'arancione dà energia e salute, disseta come uno spicchio d'arancio e scalda come una zuppa di zucca e carote.
Leggiamo una vita
sempre le stesse parole
luoghi diversi
età
e stati d'animo diversi
solitudine
vorremmo
ma esitiamo
ci imponiamo
disciplina
restiamo perplesse
torniamo bambine
immaginiamo
ci addoloriamo
ci spogliamo
vogliamo capire
imparare
dimenticare i fantasmi
le stesse parole
ogni volta una storia diversa.
TETI
sempre le stesse parole
luoghi diversi
età
e stati d'animo diversi
solitudine
vorremmo
ma esitiamo
ci imponiamo
disciplina
restiamo perplesse
torniamo bambine
immaginiamo
ci addoloriamo
ci spogliamo
vogliamo capire
imparare
dimenticare i fantasmi
le stesse parole
ogni volta una storia diversa.
TETI
giovedì 8 dicembre 2011
SUITE ANGLO_FRANCO_ITALO_TEDESCA
by Lewis Carroll et Frank L. Warrin e Bruno Garofalo und Robert Scott
'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Il brilgue: les tôves lubricilleux
Se gyrent en vrillant dans le grave.
Enmîmés sont les gougebosqueux
Et le mômerade horsgrave.
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
mollicciattoli eran gli spennavoli
e gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
Es brillig war. Die schlichten Toven
Wirrten und wimmelten in Waben;
Und aller_mümsige Burggoven
Die mohmen Räth' ausgraben
.
.
.
"Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, tha claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!"
"Garde_toi du Jaseroque, mon fils!
La gueule qui mord; la griffe, qui prend!
Garde_toi de l'oiseau Jube, évite
Le frumieux Band_à_prend!"
"Guardati dal mascellodonte, figlio mio!
Le mascelle che mordono e le tenaglie che afferrano.
Sii sospettoso del rapace malco ed evita
lo schiumarioso Bamariolo!"
"Beware doch vor Jammerwoch!
Die Zähne knirschen, Krallen Kratzen!
Bewahr' vor Jubjub_Vogel, vor
Frumiösen Banderschanätzchen!"
.
.
.
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome for he sought_
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
Son glaive vorpal en main, il va_
T_à la recherche du fauve manscant;
Puis arrivé à l'arbre Té_té,
Ul y reste, réfléchissant.
Egli prese la sua vorpale spada
E a lungo cercò il suo feriale nemico.
Così riposò presso a un ombroso sicumaro
E lì stette in meditabondo pensiero.
Er griff sein vorpals Schwertchen zu,
Er suchte lang das manchsam' Ding,
Dann, stehend unterm Tumtum Baun,
Er an_zu_denken_fing.
.
.
.
And, as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
Pendant qu'il pense, tout uffusé,
Le Jaseroque, à l'oeil flambant,
Vient sibilant par le bois tullegeais,
Et burbule en venant.
E mentre era afflitto da uffanti pensieri
il mascellodonte dagli occhi di fiamma
venne sguillando per il flitto bosco
e barbagliò al suo cospetto!
Als stand er tief in Andacht auf,
Des Jammerwochen's Augen_feuer
Durch turgen Wald mit Wiffek kam
Ein burbelnd Ungeheurer!
.
.
.
One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker_snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
Un deux, un deux, par le milieu,
Le glaive vorpal fait pat_à_pan!
La bête défaite, avec sa tête,
Il rentre gallomphant.
Uno, due, uno, due! E affondò
la vorpale lama zucando e zacando
fino alla morte. Poi con una sua testa
galonfappando ritornò.
Eins, Zwei! Eins, Zwei! Und durch und durch
Sein vorpals Schwert zerschnifer_schnück,
Da blieb es todt! Er, Kopf in Hand,
Geläumfig zog zurück.
.
.
.
"And hast thou slain the Jabberwock?
Come to mu arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!"
He chortled in his joy.
"As_tu tué le Jaseroque?
Viens à mon coeur, fils rayonnais!
Ô jour frabbejais! Calleau! Callai!"
Il cortule dans sa joie.
"Hai ucciso il mascellodonte?
Vieni fra le mie braccia mio radioso fanciullo
O giorno fravoloso! Evviva, evviva!"
E cordeggiò un inno per la gioia.
"Und schlugst Du ja den Jammerwoch?
Umarme mich, mein Böhm sches Kind!
O Freuden_Tag! O Halloo_Schlag!"
Er schortelt froh_gesinnt.
.
.
.
'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Il brilgue: les tôver lubricilleux
Se gyrent en vrillant dans le guave.
Enmîmés sont les gougebosqueux
Et le mômerade horsgrave.
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
mollicciattoli eran gli spennavoli
e gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
Es brilling war. Die schlichten Toven
Wirrten und wimmelten in Waben;
Und aller_mümsige Burggoven
Die mohmen Räth ausgraben.
.
.
.
(tratto da Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter)
TETI
'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Il brilgue: les tôves lubricilleux
Se gyrent en vrillant dans le grave.
Enmîmés sont les gougebosqueux
Et le mômerade horsgrave.
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
mollicciattoli eran gli spennavoli
e gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
Es brillig war. Die schlichten Toven
Wirrten und wimmelten in Waben;
Und aller_mümsige Burggoven
Die mohmen Räth' ausgraben
.
.
.
"Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, tha claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!"
"Garde_toi du Jaseroque, mon fils!
La gueule qui mord; la griffe, qui prend!
Garde_toi de l'oiseau Jube, évite
Le frumieux Band_à_prend!"
"Guardati dal mascellodonte, figlio mio!
Le mascelle che mordono e le tenaglie che afferrano.
Sii sospettoso del rapace malco ed evita
lo schiumarioso Bamariolo!"
"Beware doch vor Jammerwoch!
Die Zähne knirschen, Krallen Kratzen!
Bewahr' vor Jubjub_Vogel, vor
Frumiösen Banderschanätzchen!"
.
.
.
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome for he sought_
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
Son glaive vorpal en main, il va_
T_à la recherche du fauve manscant;
Puis arrivé à l'arbre Té_té,
Ul y reste, réfléchissant.
Egli prese la sua vorpale spada
E a lungo cercò il suo feriale nemico.
Così riposò presso a un ombroso sicumaro
E lì stette in meditabondo pensiero.
Er griff sein vorpals Schwertchen zu,
Er suchte lang das manchsam' Ding,
Dann, stehend unterm Tumtum Baun,
Er an_zu_denken_fing.
.
.
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And, as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
Pendant qu'il pense, tout uffusé,
Le Jaseroque, à l'oeil flambant,
Vient sibilant par le bois tullegeais,
Et burbule en venant.
E mentre era afflitto da uffanti pensieri
il mascellodonte dagli occhi di fiamma
venne sguillando per il flitto bosco
e barbagliò al suo cospetto!
Als stand er tief in Andacht auf,
Des Jammerwochen's Augen_feuer
Durch turgen Wald mit Wiffek kam
Ein burbelnd Ungeheurer!
.
.
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One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker_snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
Un deux, un deux, par le milieu,
Le glaive vorpal fait pat_à_pan!
La bête défaite, avec sa tête,
Il rentre gallomphant.
Uno, due, uno, due! E affondò
la vorpale lama zucando e zacando
fino alla morte. Poi con una sua testa
galonfappando ritornò.
Eins, Zwei! Eins, Zwei! Und durch und durch
Sein vorpals Schwert zerschnifer_schnück,
Da blieb es todt! Er, Kopf in Hand,
Geläumfig zog zurück.
.
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"And hast thou slain the Jabberwock?
Come to mu arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!"
He chortled in his joy.
"As_tu tué le Jaseroque?
Viens à mon coeur, fils rayonnais!
Ô jour frabbejais! Calleau! Callai!"
Il cortule dans sa joie.
"Hai ucciso il mascellodonte?
Vieni fra le mie braccia mio radioso fanciullo
O giorno fravoloso! Evviva, evviva!"
E cordeggiò un inno per la gioia.
"Und schlugst Du ja den Jammerwoch?
Umarme mich, mein Böhm sches Kind!
O Freuden_Tag! O Halloo_Schlag!"
Er schortelt froh_gesinnt.
.
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'Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Il brilgue: les tôver lubricilleux
Se gyrent en vrillant dans le guave.
Enmîmés sont les gougebosqueux
Et le mômerade horsgrave.
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
mollicciattoli eran gli spennavoli
e gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
Es brilling war. Die schlichten Toven
Wirrten und wimmelten in Waben;
Und aller_mümsige Burggoven
Die mohmen Räth ausgraben.
.
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(tratto da Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter)
TETI
giovedì 10 novembre 2011
IL TEMPO DI QUESTI TEMPI
Sono già almeno 26.000 le persone morte nei primi sei mesi dell’anno a causa di catastrofi naturali o di eventi provocati dall’uomo: la maggior parte in marzo in Giappone, a causa del terremoto e dello tsunami (tra i più forti mai registrati generando le onde di tsunami più alte mai registrate).
Solo negli USA, nei primi otto mesi del 2011 ci sono stati 10 “disastri” climatici importanti che hanno provocato la morte di circa 700 persone e danni materiali per 35 miliardi di dollari.
Nel mese di aprile sono stati circa 600 i tornado in tutto il paese, i più potenti mai registrati in un solo mese negli Stati Uniti (di solito avvengono 1.200 tornado in un anno intero), Joplin nel Missouri è considerato il più devastante da più di 60 anni.
Ma non sono solo i tornado che stanno aumentando di frequenza e di potenza.
Incendi, uragani e bufere di neve sono i più devastanti fenomeni atmosferici che hanno colpito gli Stati Uniti nell’ultimo anno: i ricercatori del NOAA hanno calcolato che il 2011 ha visto un’incidenza tre volte superiore di catastrofi climatiche rispetto agli ultimi 30 anni.
Sempre nel 2011 abbiamo anche assistito a inondazioni senza precedenti in Australia, Cina, Pakistan, America latina, Corea e Filippine.
Calore e freddo estremo in molte aree del mondo negli ultimi anni.
Lo scorso inverno è stato chiamato "l'inverno più freddo degli ultimi 1000 anni" in alcune parti d'Europa. In tutto il mondo si sono verificate nevicate da record.
La scorsa estate è stata la più calda mai registrata distruggendo coltivazioni, causando incendi in tutta la Russia e la più grave siccità degli ultimi 60 anni nel corno D’africa.
A seguire alcuni degli eventi riferiti al periodo dal 10 ottobre al 9 novembre 2011
Spettacolare eruzione del vulcano Nyamuragira in Congo
U.S.A.: violenta e insolita scossa di terremoto in Oklahoma
El Hierro (Canarie): eruzione
Paura in Cina, due terremoti hanno scosso la Cina nelle prime ore del mattino del primo novembre.
Tempesta di neve negli States: 8 morti e milioni al buio
Un terremoto 4.2 fa tremare Trentino e Veneto
Forte terremoto scuote la costa meridionale del Perù
Cile: l’eruzione del vulcano Hudson
Turchia 23 Ottobre 2011 Terremoto: 471 morti e 1650 feriti
Liguria e Toscana flagellate da alluvioni e tsunami di fango
Ma Lunigiana, Cinque Terre e Genova sono solo la punta di un iceberg.
A novembre appena iniziato, Matera, Napoli, Isola d'Elba, Torino,
Alessandria, Nord Est, Nord Ovest, Centro Italia, Meridione, isole comprese,
sono spazzati dalle fiumane di acqua e fango provenienti
dai monti abbandonati e dai rii intasati.
Ma Lunigiana, Cinque Terre e Genova sono solo la punta di un iceberg.
A novembre appena iniziato, Matera, Napoli, Isola d'Elba, Torino,
Alessandria, Nord Est, Nord Ovest, Centro Italia, Meridione, isole comprese,
sono spazzati dalle fiumane di acqua e fango provenienti
dai monti abbandonati e dai rii intasati.
Thailandia: un terzo del paese è completamente sott’acqua, oltre 500 decessi
Etna: una nuova eruzione, la 17esima del 2011
Nuova Zelanda: fortissimo terremoto a largo delle isole Kermadec
Terremoto 4.0: San Francisco trema e teme il Big One
Forti scosse di terremoto fanno tremare la provincia di Genova
L'Aquila trema ancora: scossa di magnitudo 3.3
Scossa di terremoto magnitudo 3.7 in provincia di Catanzaro
Violento terremoto superficiale 6.1 fa tremare l’est russo
Papua Nuova Guinea, sisma magnitudo 6.8, nessuna notizia danni
Indonesia: forte terremoto 6,1 scuote l’isola di Bali
mercoledì 26 ottobre 2011
NON E' UN GIALLO, NON E' UN NOIR NE' UN REBUS, MA UN MOEBIUS
leggere, scrivere, mangiare, parlare, fare la cacca, dormire, baciarsi, sognare, immaginare, disegnare, per quanto si cerchi di farlo "facile" i pensieri si mescolano e il tempo è un accessorio al pari dell'ABS.
sto dicendo al meglio di cui sono capace, cercando di farlo come lo farebbe l'autore del libro di cui sto per citare qualche stralcio anzi esattamente il centro, il fulcro, l'essenza che mi ha trascinato
portandomi a trascurare la sequenza del testo lungo un filo che pensavo portasse a Nakata per via che mi aveva svelato perchè andasse dal barbiere.
(è una cosa mia, non fateci caso, ma son 54 anni che quando un uomo mi dice: "vado dal barbiere" o che c'è stato, gli domando "perchè?" e nessuno mi ha mai risposto, Nakata nella sua elementare saggezza, ha risposto. Ora posso smettere di fare questa domanda)
e invece era in un angolo ancora più invisibile e incarnato in un'altra apparizione il messaggio che chiamo "snodo", giunto articolato, su cui è imperniato il testo di cui quel personaggio è quello che sposo su tutti quei mondi scavati e descritti alla maniera di questo astuto costruttore di trame e di intrecci che è appunto colui che non cito, ma che chi lo ha letto capisce che non possa che essere lui.
Sì, sono il colonnello Sanders. Cerchiamo di evitare malintesi. Lo stato del mondo è deformato e non mi aspetto che tu capisca. Io non dico bugie e non faccio scherzi. Prima però devi farti la tua scopata. Poi parleremo della pietra.
Lei è veramente il colonnello Sanders?
No, in realtà no. Ne ho solo assunto temporaneamente l'aspetto.
Allora chi è veramente?
Non ho nome. Non ho nome nè forma.
Non ho personalità e nemmeno sentimenti. Ho assunto temporaneamente un aspetto umano ma non sono un buddha e neppure una divinità; solo un oggetto privo di sentimenti e passioni e quindi il mio modo di vedere differisce da quello degli uomini.
Che cosa sia bene che cosa sia male non mi riguarda. Quello che cerco di fare è solo condurre a effetto le funzioni che mi competono. Io sono un essere molto pragmatico. O se preferisci, un oggetto neutrale.
Il mio ruolo è supervisionare il rapporto di interdipendenza tra mondo e mondo.
Non ho forma. Sono un oggetto metafisico, astratto, nel puro senso del termine. Posso assumere qualsiasi aspetto, ma di mio non ho sostanza fisica. Per svolgere delle azioni reali, ho bisogno di questa sostanza.
Dunque finalmente si dimostra plausibile la tesi secondo cui un essere può assumere anzi dismettere la componente fisica e sopravvivere fluttuando nell'irrealtà.
Salvo materializzarsi quando un incontro o una funzione necessitano che questa entità svolga un ruolo nel mondo cosiddetto reale e condiviso con altri.
Ecco allora sorgere impellenti le esigenze connesse al corpo:
nutrirsi, evacuare, avere rapporti sessuali.
E' dall'urgenza o dall'opportunità di materializzare un'idea, un talento, una qualità, un difetto che nasce il corollario di comportamenti tipicamente umani legati ai cinque sensi da cui non ci si può esimere pena il trovarsi frustrati, giacchè la metà astratta è in secondo piano, scalzata dalla casualità oggettiva.
Pur vaga, pure ragionevole, ma in maggior parte avulsa dalla dimensione soggettiva, aerea, fluttuante e senza confini che solo nella solitudine alienata dal resto si riesce a intravvedere.
Che sia una casa sperduta nel bosco, un pozzo, un albergo, una panchina purchè abitati in totale solitudine. Qualsiasi presenza anche mentale interferisce e trasforma la qualità anzi la snatura.
Al più, a essere generosi, si può pensare che solo una metà dell'una e dell'altra realtà, quella illusoria e quella oggettiva coesistano, ma a svelare che è un bluff è l'ombra che appare sfocata, appunto anch'essa a metà.
Nè assente, nè presente.
Nè assente, nè presente.
Una volta entrati in questa assurda dimensione tutto sembra intonato e si riesce anche a trovare qualcuno con cui scambiare due parole, perchè muta il proprio codice comunicativo.
Si ricorre a forme contratte di linguaggio e scrittura.
Non si vede l'ora di tornare al silenzio e alla solitudine.
I mistici anelano all'espiazione, alla morte, all'estasi come riferimento estremo al loro pensiero.
Gli atei trovano mille modi per arrivarci e non se ne riesce a trovare solo due che siano in accordo su un sistema da esportazione, fosse anche solo l'accordo da dare al timbro di voce
o il colore da usare come sfondo.
Sono d'accordo con lei. Un mondo pieno di eroi e di geni sarebbe un vero disastro.
Gli dei sono figure mitologiche, più che religiose. Hanno gli stessi difetti caratteriali degli uomini: sono irascibili, lussuriosi, gelosi e volubili.
Io sono un concetto. Quindi per me far suonare il tuo telefonino è una bazzecola, un gioco da ragazzi. Che tu lo tenga acceso o spento per me non fa nessuna differenza. Non devi mica stupirti per inezie come questa. La pietra per adesso la terrai tu. Voi avete aperto l'entrata. Ciò che è stato aperto deve essere richiuso. Ragionare normalmente su cose che non sono normali per niente, è uno spreco di tempo.
Conosce quest'altro detto: il colonnello nella colla caracolla, la colonnella con la canna si incolonna?
No, che roba è?
E' uno scioglilingua l'ho inventato io.
C'è qualche particolare ragione per cui le è venuto di dirlo in questo particolare momento?
No, mi è venuto così.
Il cibo, ma anche le altre funzioni corporali umane, l'ironia e gli animali sono parte importante della narrazione dei libri di questo autore (non vorrei che il mio focus su una comparsa di questo lungo libro traesse in inganno i potenziali lettori), una scrittura che fa riferimento ancor più in questo caso alla kafkianità se mi passate il termine, alla metamorfosi. Prima su tutte quella che l'autore opera nei confronti del lettore diventando lui spesso al contempo che autore, personaggio, vicenda narrata, luoghi, passato, presente e futuro, scenario che fa da sfondo, profondo dirupo, nuvola o scia, una sorta di ignoto elemento mutante, mescolante di tutto quanto siamo abituati invece a considerare somma di più e più suddivisioni e sottili diversità. Anche l'incomunicabilità non esiste giacchè ognuno interpreta in libertà e secondo la propria esperienza e capacità di comprensione.
Ho detto il mio ma possono esserci livelli di lettura uno per ciascuno dei suoi affascinati lettori.
Nakata sta aspettando che finisca di accadere.
Oggi vorrei parlare ancora un po' con la pietra.
Mantenere le promesse è importante.
Siamo al confine del mondo e stiamo parlando una lingua comune. Tutto qui.
Teti
giovedì 13 ottobre 2011
MELINA RICCIO
Una girovaga genovese che lascia messaggi sui muri impastati con la farina perchè "usare la carta comporta uccidere gli alberi" e distribuisce doni a chi incontra.
Cose da niente, quello che trova nei rifiuti, lo restaura e gli restituisce nuova vita.
Parla solo in forma di poesia in uno stile naif parecchio fuori dal tempo, ma è un piacere trovare i suoi messaggi girovagando per la città, sono come una carezza che induce sempre al sorriso e alla pace dell'animo.
Teti
Le foto le ho fatte con il cellulare, quindi la qualità è quella che è ma cliccando si dovrebbero ingrandire.
Cose da niente, quello che trova nei rifiuti, lo restaura e gli restituisce nuova vita.
Parla solo in forma di poesia in uno stile naif parecchio fuori dal tempo, ma è un piacere trovare i suoi messaggi girovagando per la città, sono come una carezza che induce sempre al sorriso e alla pace dell'animo.
Teti
Le foto le ho fatte con il cellulare, quindi la qualità è quella che è ma cliccando si dovrebbero ingrandire.
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