Kerry Skarbakka è il fotografo statunitense che ferma il momento del volo in caduta libera. E’ lui stesso a precipitare con l’aiuto di equipaggiamenti vari, a fotografare il suo corpo come se rovinasse da pericolosi precipizi o ruzzolasse giù dalle scale. Cattura la caduta del corpo, la ferma nello spazio e nel tempo come al culmine di un pensiero o di un’emozione. La caduta rimanda al tema del controllo. Le immagini sono come sinistri messaggi che ricordano come siamo tutti vulnerabili nel perdere la presa, il nostro punto d’appoggio. Conflitti e questioni di sicurezza sono tra gli effetti gravitazionali esterni che minacciano il nostro precario equilibrio interno, esagerando in noi impulsi negativi al controllo estremo. E allora? Mica possiamo controllare tutto, pianificare ogni successivo passo. Non sarebbe possibile e comunque non scongiurerebbe il pericolo dell’imprevista caduta. Meglio allora lasciar andare per non perdere il gusto dell’imprevedibilità, giusto quel tanto che basta affinché il volo (quello senza caduta) diventi l’antidoto alla paura.BUON ANNO A TUTTI!



















.bmp)
.bmp)
.bmp)

.bmp)










Palpebre pesanti e rilassamento del corpo. Comincia così, e poi continua col rallentamento delle funzioni neurovegetative, la riduzione della reattività agli stimoli ambientali, la conseguente sospensione dell’attività relazionale, le modificazioni dello stato di coscienza. E’ il sonno che s’istaura autonomamente e periodicamente in noi, si autolimita nel tempo ed è reversibile. Vedere le foto degli statunitensi Robert & Shana ParkeHarrison è un po’ come entrare nel dormiveglia, quello stato che precede il sonno o lo segue subitaneamente e nel quale affiorano immagini da dentro che si mescolano a quelle provenienti da fuori. Si tratta di fotomontaggi di surrealismo paesaggistico nei quali la natura è mescolata all’uomo con finalità ambientalista. Così lo sfondo nebbioso di un paesaggio naturale inghiotte sagome umane rendendole evanescenti, quasi trasparenti. Racconti pittorici “sfregiati” dall'uso delle tecnologie registrano i nostri goffi tentativi d’imitare la natura… e la dolce e triste consapevolezza che non possiamo. Le immagini divertenti, liriche, malinconiche, ironiche, irreali e oniriche di Robert & Shana ParkeHarrison sono innovative e militanti, rigorosamente di squadra, anzi di coppia. Un modo artistico per affrontare un tema complicato che rendono leggibilissimo in maniera assolutamente poetica. Interessante il loro sito, da consultare. E’ nell’elenco link. 



















