lunedì 4 gennaio 2010

LA LINEA CERCA LA TITINA

La Linea è l’omino col nasone che percorre la linea infinita di cui fa parte integrante… “Io cerco la Titina, la cerco e non la trovo”… Incede perennemente. Per esistere ed esprimersi ha bisogno di muoversi incessantemente. E’ un omino in marcia, una marcia incidentata a scopo comico. La Linea va ma non si sa dove, attraversa baratri e prende batoste, borbotta e impreca in un linguaggio incomprensibile misto a espressioni in dialetto milanese. E’ perseguitata da folgori e da sciagure ma, come tutti gli eroi e i cartoon, si rialza sempre e ricomincia ad andare. Quando la Linea è in difficoltà, per superare un ostacolo o riaversi da una catastrofe, invoca l'aiuto del suo protettore, ed ecco la mano di Cavandoli munita di penna che entra nel video, risolve il problema e gli dà nuova vita. Come un elettroencefalogramma piatto che miracolosamente si rianima, la linea torna ad essere la Linea: si risolleva e si rimette in cammino.
L’omino nasce come carosello che pubblicizza la pentola a pressione Lagostina. Il segno asciutto, lineare e ininterrotto, ottenuto levando, ricorda il design essenziale di quegli anni, i ‘60/’70. L’idea geniale del gioco grafico è di Osvaldo Cavandoli, disegnatore industriale e riservato milanese che, con triplice funzione di creatore, mentore e salvatore, risolleva la Linea affinché il suo viaggio possa proseguire da un luogo a un altro camminando e camminando, pur non sapendo che cosa l’aspetta oltre il margine della pagina, sperando forse di trovare la Titina.
La Linea è conosciuta con diversi nomi in tutto il mondo, tra i quali:
“Menő Manó” in Ungheria
“Baljum Baljum” (Баљум Баљум) nella Repubblica di Macedonia
“Bay Meraklı” (Mr. Curioso) in Turchia
“A Linha” in Brasile

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