martedì 23 giugno 2009

FASTER

Faster è una canzone, un omaggio di George Harrison alla Formula 1. Ma è anche una sintesi interculturale tra il suono dei motori (il rombo dell’Occidente) e un sentore di melodia indiana (la cultura indica, l’Oriente). E' la sua simbiosi interculturale, personale e unica, perseguita e vissuta. Oriente e Occidente non sono soltanto 2 categorie geografiche o storiche o culturali. In ogni uomo e in ogni società c’è un oriente, un’origine, una luce mattutina e un occidente, un crepuscolo, una luce vespertina (Raimon Panikkar). Se Oriente è origine, la luce del mattino che già esiste, l’Occidente è conoscenza, azione. Un termine non esiste senza l’altro. E’ la sintesi interculturale che estende, riforma e approfondisce la percezione del mondo e delle cose, una feconda simbiosi che fa crescere e impedisce di soffocare. Perciò Faster è diventato il mio omaggio a George Harrison, alla sua sintesi musicale tra chitarra e rombo, al riserbo col quale ha vissuto, alla sua versatilità (musicista ma anche produttore cinematografico di progetti che difficilmente avrebbero trovato posto nel grande circuito), un omaggio a quelli che, come lui, si sono avvicinati ad altre culture con rispetto producendo una simbiosi feconda.

Fonti: Susanna e “L’Esperienza Filosofica dell’India” di Raimon Panikkar
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